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In profondità > Chiesa cattolica

Una Chiesa “in uscita” (Evangelii Gaudium 19-24)

di Alessandra Smerilli

- Fonte: Città Nuova


Continuiamo, come già annunciato, il commento capitolo per capitolo, alla Evangelii Gaudium, la gioia del Vangelo, documento che delinea il programma del pontificato 

barboni a milano

*19-24 – Chiesa “in uscita”

«L’intimità della Chiesa con Gesù è un’intimità itinerante» (23): trovo molto suggestiva questa affermazione, che racchiude il senso di una Chiesa “in uscita”. Più si è vicini a Gesù, più si è spinti a camminare: a chi chiede di poterlo seguire, Gesù risponde che il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo. L’esortazione apostolica ci richiama a questa profonda verità: non si può essere amici di Cristo e stare fermi. Papa Francesco esorta tutti a lasciare le proprie comodità e a «partire verso altri villaggi» (21): penso a tante situazioni di immobilismo che si sono generate nelle opere ecclesiali, penso alla vita consacrata che si è un po’ accomodata nelle proprie strutture, e dove a volte a causa di questo immobilismo non si attraggono vocazioni e si vive da scontenti. Ma penso anche a tutte le opere di frontiera, a chi nelle periferie del mondo vive accanto agli esclusi, agli emarginati, a coloro che non hanno più fiducia e speranza nel futuro. La storia dei carismi ci dice che l’umanità è andata avanti e ha conosciuto sviluppo proprio grazie a persone che non hanno avuto paura di uscire dalle proprie comodità e dagli schemi culturali del proprio tempo. Persone che hanno avuto occhi nuovi per vedere cose belle laddove altri vedevano solo problemi. E quando si sa stare accanto, quando si hanno occhi nuovi, allora si spostano in avanti i paletti dell’umano: è stato così per i benedettini che hanno posto le promesse per il rinnovamento di una civiltà che stava morendo, per chi ha avuto l’intuizione delle prime scuole, dei primi ospedali, dei primi laboratori per imparare i mestieri. Oggi non bastano più scuole, ospedali, laboratori: dobbiamo spostarci su altre frontiere, andare in altri villaggi. E per capire quali sono i nuovi villaggi, dobbiamo uscire, “accorciare le distanze”, stare accanto alle persone “toccarle” e “abbracciarle”: solo questo ci darà slancio nuovo e indicazione sulla rotta da seguire.

Alessandra Smerilli
religiosa delle Figlie di Maria Ausiliatrice, docente di Economia all’Auxilium di Roma

Riproduzione riservata ©

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